Le portatrici di acqua
(Galleria Angelica, Roma 3/2007)
di Isabella De Stefano
 
I principali protagonisti della tecnica di Sandra Fiorentini Lorenco sono gli elementi primordiali di un linguaggio ancestrale, acqua, terra, fuoco, amalgamati nell'intuizione di una bellezza femminile, che si sostanzia di natura e si innerva nei ricordi della memoria. Un binomio, quello di arte e vita, che sovente ritorna nell'opera di Sandra: le donne sono le sue creature preferite, materne, sensuali nella morbidezza e nel calore della materia plasmata, vive anche nella rigida durezza dell'involucro, che non le costringe, ma le avvolge dolcemente. Donne e non solo, perchè nell'opera dell'artista troviamo anche gli oggetti del vivere quotidiano e i ricordi legati alla nascita del figlio, forse l'unica presenza che si distacca da questo universo monotematico, dove la donna però non è mai uguale a se stessa. La capacità di Sandra è di mutare, cambiare, adattare le sue forme a contenuti e materiali sempre differenti, senza però tradire i suoi amati archetipi femminili. E allora la donna può essere racchiusa nella dura ruvidezza di una terrosa e infuocata argilla, ma può anche rinascere nella candida trasparenza di una creta bianca e invetriata, dai riflessi lucidi e smaltati. La monocromia delle sue figure, che attinge alle voci segrete dell'animo, lascia invece il passo nei vasi e nei variopinti vassoi a una vivace cromia, intrisa di un profumo esotico, imbevuta del ricordo di terre lontane, di lacche orientali, di sete preziose. Questa è Sandra Fiorentini e per conoscere i suoi segreti non resta che ammirare dal vivo le sue opere, per catturarne il respiro, per cogliere i palpiti della materia e percepire ancora il calore di quella mano, che sembra accarezzare, quasi a non volersene separare mai, le sua amate creature.
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