Le portatrici di acqua
(Galleria Angelica, Roma 3/2007)
di Rosanna Barbiellini Amidei
Cè una assoluta mancanza di dibattito nell'arte contemporanea, è questa una situazione strana per i critici che trovano inoltre "il moderno" come proprio passato. La Biennale di Venezia ha appena comunicato il programma della prossima edizione, la 52/a: 'Pensa con i Sensi/Senti con la mente l'Arte al presente''. Negli stessi giorni si inaugurera' a Kassel 'Documenta XII'', il filo della mostra è 'il moderno è il nostro antico? Che cos'è la vita? Cosa fare? Non a caso l'opera di Sandra Fiorentini Lorenco si colloca in un tempo in cui la coscienza individuale e collettiva sembra divenire consapevole della necessità di un ritorno alla naturale condizione di uomini inseriti in una dimensione universale, alla ricerca di un'armonia sociale che consiste nel fare con piacere ciò che si vuole fare e che si fa bene. l'artista platonicamente deve insegnare ciò che sa e deve trascrivere per sè e per gli altri delle storie. 'Oggi l'umanità torna ad interrogarsi sui temi di sempre, su cosa è sempre stato vero e sempre lo sarà, su quali temi trovare risposte e possibilmente qualche certezza'', dice Sandra Fiorentini; in questo contesto, ciò che colpisce nell'opera dell'artista è l'istintiva coerenza tra i materiali, le forme e i contenuti. Sandra ha scelto anche la sua vita come soggetto delle sue ceramiche. Dalle mani alla mente, dalla mente alle mani il percorso non è mai monotono. Keramos è il nome greco dell'argilla, origine della storia dell'umanità. Anche le tecniche usate si integrano perfettamente con le tematiche universali e senza tempo: graffito, bassorilievo e tuttotondo sono nate con l'uomo a significare la sua necessità di fermare e comunicare le proprie emozioni.
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