Le portatrici di acqua
Galleria Angelica, Roma 3/2007
di Marina Panetta

(Direttrice Biblioteca Angelica)
La mostra di Sandra Fiorentini Lorenco si apre in concomitanza con la Festa della donna. E' una mostra che il titolo, 'Le portatrici di acqua'' potrebbe connotare come tributo a una femminilita' antica, ben lontana da quella che si vuole propria della donna di oggi. Ma noi l'abbiamo intesa diversamente. E' una mostra pensata, creata e curata da personalita' femminili, vale a dire da intelligenze femminili, che sanno come tenersi alla larga da quei luoghi comuni che hanno un poco omologato l'otto di marzo, alla festa degli innamorati e a quella della mamma, che non a caso la precedono e la seguono nel calendario. Poichè, malgrado tutto, la battaglia per i diritti è in parte vinta, e quella per le pari opportunità è ancora aperta, cioè non è ancora perduta, possiamo permetterci il lusso di celebrare l'eterno femminino, presentando le creazioni, le creature forse, di Sandra Fiorentini: donne che abbracciano bambini, che si stringono nello scialle, che si parlano complici, che reggono anfore, brocche, orci. Sono donne, appunto, 'portatrici di acqua''. Essi richiamano immediatamente la femminilità e la maternità; anche l'acqua è un elemento primordiale femminile Verrebbe fatto di chiedersi con una retorica un pò ingenua: che cosa c'è nelle anfore? Non solo lacrime d'amore o di dolore ma sapienza e grazia. Con il gesto grazioso e provvido di chi offre un'anfora d'acqua, queste donne, fatte con acqua e argilla dalle mani amorose di Sandra si passano l'un l'altra il testimone di un'antica missione: quella dell'accudimento, del prendersi cura. E' un esercizio di pazienza e di prudenza, questo, in cui le donne si sono affinate per millenni, e che conservano nei nuovi ruoli sociali che nel corso del 900 si sono via via guadagnate. Direi anzi che molte giungono ad eccellere nel mondo delle professioni, equilibrando il tempo dell'impegno professionale con il tempo della cura familiare. E riuscendo a volte anche nel piccolo miracolo quotidiano di ritagliare nella giornata il tempo del gioco, dell'amore, della reazione artistica. Questo ci sembra l'intimo, consolante messaggio della mostra di Sandra Fiorentini Lorenco.
www.sandrafiorentini.com